Masquee: una serata a corte PDF Stampa E-mail

Una rassegna di musica, canto e danza che attraversa tre secoli di storia musicale e coreutica, rivisitando l’evoluzione della danza rinascimentale in Europa dall’inizio del Cinquecento al sorgere del gusto barocco, con una particolare attenzione alla corte inglese.

Tipica forma di intrattenimento è il Masque, spettacolo di corte le cui origini risalgono al medioevo italiano e francese, ma che conobbe la sua fortuna nell'Inghilterra dei Tudor, grazie soprattutto al drammaturgo Ben Jonson, il quale ne fece una vera e propria rappresentazione teatrale.

L’origine risale alla notte dell’Epifania del 1512, quando re Enrico VIII e altri undici gentiluomini si travestirono con lunghe e ampie vesti decorate in oro e fecero il loro ingresso preceduti da sei uomini che portavano delle torce e poi alla fine del banchetto invitarono le dame a ballare senza mai svelare i loro volti. La danza diventava così occasione per corteggiamenti e schermaglie amorose.

Uno spettacolo analogo ebbe luogo a Firenze nel 1515 alla corte dei Medici. La messinscena, curata dal Brunelleschi, prevedeva l’utilizzo dei primi e rudimentali, macchine di scena, oltre a un abile uso delle luci fisse e mobili, che permettevano le apparizioni improvvise in scena.

Alla corte di Enrico VIII il masque acquisì una forma più precisa e se ne scoprirono soprattutto le potenzialità propagandistiche in occasione di visite di ambasciatori stranieri a corte. Questo fu possibile grazie alla politica di rinnovamento culturale di Enrico VIII, ma anche grazie al fatto che il sovrano era un appassionato di divertimenti, banchetti e spettacoli e non badava a spese per la loro realizzazione.

Durante il regno di Elisabetta si accentuò la spettacolarità del masque che doveva innanzitutto soddisfare gli occhi con i suoi costumi sfarzosi, le magnifiche e sempre più elaborate scenografie e le danze.

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